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Focus
22/11/2010 AUTUNNO, TEMPO DI ORIENTAMENTO
di Annamaria INDINIMEO
pubblicato il 17/11/2010

La scelta della scuola superiore riveste per gli studenti e le famiglie un’importanza notevole: è un momento delicatissimo che, in caso di errore, può segnare pesantemente la carriera scolastica e le scelte di vita di uno studente. Tutti i dati relativi agli insuccessi nel primo anno confermano la difficoltà dell’operazione. Nell’agenda delle scuole secondarie superiori di primo grado, le attività legate all’orientamento hanno uno spazio rilevante visto che già dalla sua istituzione nel 1962, alla scuola media è stato affidato il compito di «promuovere la formazione dell’uomo e del cittadino secondo i principi sanciti dalla Costituzione e favorire l’orientamento dei giovani ai fini della scelta dell’attività successiva» [1].
Gli studenti ricevono un consiglio orientativo, sintesi di un percorso triennale durante il quale il ragazzo dovrebbe essere stato messo «in condizione di conquistare la propria identità di fronte al contesto sociale» [2], tramite una capacità decisionale che si fonda su una verificata conoscenza di sé. Allora perché tante scelte divergenti rispetto ai consigli di docenti che conoscono gli studenti da tre anni?
La prassi orientativa consolidata prevede, all’inizio del terzo anno, la presentazione dell’offerta formativa del territorio e i ragazzi vengono sottoposti a una vera full immersion tra i POF di Licei, Istituti tecnici e Istituti professionali. Se lo scorso anno il riordino della scuola secondaria di secondo grado, approvata ad anno inoltrato, può avere portato a compiere scelte non abbastanza ponderate puntando su indirizzi poco o per niente modificati dalle nuove disposizioni, non ci si può nascondere che, da molti anni, la scelta delle famiglie ha privilegiato i Licei scientifici, linguistici e psicopedagogici che hanno visto crescere il numero degli studenti anno dopo anno mentre prestigiosi Istituti tecnici si trovano magari solo con due o tre classi prime.
Un autorevole quotidiano ha sottolineato, nei mesi scorsi, l’importanza degli open day per gli Istituti tecnici proprio nell’ambito di un’analisi delle richieste del mondo del lavoro che pare stenti a trovare diplomati nel settore tecnico disponibili a entrare in azienda subito dopo la fine della scuola. A mio avviso, però, di tutto si può accusare la scuola media superiore fuorché di non essere prodiga di incontri, giornate di scuola aperta, laboratori interattivi, stage all’interno degli Istituti, soprattutto nel caso di indirizzi che non attirano molto i ragazzi. Anche nelle scuole secondarie di secondo grado, quindi, l’autunno è una stagione densa di impegni, ansie e preoccupazioni. Mentre i docenti e i consigli d’Istituto di alcuni licei a rischio di sovraffollamento dissertano sugli strumenti utili a selezionare, incanalare e ridurre il flusso di ragazzini che desiderano iscriversi, i loro colleghi che hanno visto arrivare il numero delle prime ai minimi storici, studiano strategie di marketing per riaprire un dialogo con le famiglie e avere l’opportunità di illustrare i tanti punti a favore della scelta del loro istituto. Si illustra l’offerta formativa, si guidano ragazzi e famiglie tra laboratori tirati a lucido e maxischermi che trasmettono immagini di grande impatto, si comunicano dati e autorevoli previsioni del mercato del lavoro, si presentano giovani ex studenti che, a pochi mesi dal diploma, già lavorano ma a volte non basta.
Le famiglie seguono, in molti casi, il criterio della scelta più “gettonata”: se tutti vogliono una cosa evidentemente è quella che vale di più, così anche nell’ambito della relazione con i docenti del figlio premono affinché nel consiglio orientativo compaia l’indicazione esplicita della scelta che desiderano effettuare visto che alcuni licei accettano solo ragazzi ritenuti dalla scuola media in grado di frequentarli. Quando poi a distanza di due o tre mesi si presentano disperati in un Istituto tecnico per tentare di effettuare un passaggio in corso d’anno, dichiarano con grande sincerità che il figlio ci teneva tanto e loro gli «hanno voluto dare una possibilità». Penso che per lavorare più proficuamente all’orientamento in raccordo tra secondaria di primo e secondo grado si dovrebbe proprio partire dal rapporto con le famiglie iniziando dall’analisi delle domande che più frequentemente pongono durante gli open day. La maggior parte dei genitori chiede quali “caratteristiche” debba avere lo studente che avrà successo, come se con l’inizio della scuola superiore non iniziasse un lungo periodo di formazione durante il quale il ragazzo costruirà con gli insegnanti il suo patrimonio di competenze. L’idea che i “bravi” vadano automaticamente al liceo è molto difficile da modificare e, negli anni, gli “sbarramenti” imposti dalle scuole superiori (con annesse polemiche sul grado di preparazione dei ragazzi) non hanno fatto che peggiorare la situazione arrivando a far identificare il profilo dello studente valido con la scelta effettuata. Altre domande frequenti sono quelle che riguardano le novità normative e lo spazio di autonomia che la scuola ritiene di utilizzare per adeguare la sua offerta formativa alle esigenze del territorio, anni di sperimentazioni hanno abituato l’utenza a offerte fantasiose che a volte catturano solo per l’originalità ma non danno garanzie per il futuro.
Non è sicuramente facile fare comprendere a un uditorio generico quali siano le autentiche novità anche perché, talvolta, le famiglie si sono sentite rassicurare sul fatto che anche con l’entrata in vigore di nuove norme «non sia cambiato molto». La vera rivoluzione che è avvenuta nell’ambito degli Istituti professionali di Stato, l’offerta di percorsi di Istruzione e formazione professionale, insieme al riordino degli Istituti tecnici, meriterebbe invece un ampio spazio di comunicazione e dibattito che non entrasse nello specifico dell’offerta delle singole scuole in una logica promozionale, ma riguardasse solo il sistema e facesse comprendere con più chiarezza quale tipo di diplomato possiamo ipotizzare al termine di ogni percorso. Il lavoro sarebbe più proficuo se effettuato dai docenti della scuola secondaria di primo grado insieme ai colleghi della secondaria di secondo grado, si potrebbe comunicare alle famiglie e ai ragazzi come siano state ridefinite le identità degli Istituti tecnici e professionali, come siano stati delineati i profili in uscita e come si siano concordati i risultati di apprendimento comuni a tutti i percorsi e quelli specifici del settore. Si potrebbe tentare di fare effettuare scelte più ponderate anche in caso di studenti difficili o diversamente abili che attualmente sono indirizzati prevalentemente a Istituti professionali o trattenuti per anni nella scuola media come se dovessero restare bambini per sempre.
Dimostrando cooperazione e intenti comuni, forse, si riuscirebbe ad aiutare gli studenti a comprendere meglio come cercare e trovare, nelle diverse offerte, risposte valide e coerenti alle loro esigenze e aspettative, come ascoltare nel modo giusto consigli e suggerimenti e come dimostrare la propria autonomia di giudizio con una scelta che non segua l’impressione momentanea o le suggestioni del gruppo di amici.
Note
[1] Art. 1 L.1859/1962
Istituzione delle scuola media statale
«La scuola media concorre a promuovere la formazione dell’uomo e del cittadino secondo i principi sanciti dalla Costituzione e favorisce l’orientamento dei giovani ai fini della scelta dell’attività successiva»
[2] Programmi, orari di insegnamento e prove di esame per la scuola media statale – D.M 9.2.1979
Art. 3 - Principi e fini generali della scuola media
Scuola della formazione dell’uomo e del cittadino
Scuola che colloca nel Mondo
Scuola orientativa
Scuola secondaria nell’ambito dell’istruzione obbligatoria
La scuola media è orientativa in quanto favorisce l’iniziativa del soggetto per il proprio sviluppo e lo pone in condizione di conquistare la propria identità di fronte al contesto sociale, tramite un processo formativo continuo cui debbono concorrere unitariamente le varie strutture scolastiche e i vari aspetti dell’educazione.
APPENDICE
Riferimenti normativi
L.1859/1962 Istituzione della scuola media statale
D.M 9.2.1979 Art. 3 – Programmi, orari di insegnamento e prove di esame per la scuola media statale – Principi e fini generali della scuola media: Scuola della formazione dell’uomo e del cittadino, Scuola che colloca nel Mondo, Scuola orientativa, Scuola secondaria nell’ambito dell’istruzione obbligatoria
Direttiva n. 487 sull’orientamento degli studenti e delle studentesse – 6 agosto 1997
Disposizioni urgenti per l'elevamento dell'obbligo di istruzione (Legge 20 gennaio 1999, n. 9)
DPR n. 275 8 marzo 1999 – Regolamento dell’Autonomia delle Istituzioni scolastiche
Risoluzione U.E. approvata nella seduta del 18 maggio 2004: «Orientamento lungo tutto l’arco della vita»
Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa alle competenze chiave 18.12.2006
Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’Unione europea 23 aprile 2008 sulla costituzione del Quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente (European Qualifications Framework – EQF)
Risoluzione “Integrare maggiormente l’orientamento nelle strategie di apprendimento permanente” novembre 2008
Relazione congiunta su “Istruzione e formazione 2010”

