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12/04/2010 INDICATORE SINTETICO DI COSTO DEI CONTI CORRENTI BANCARI
12/04/2010
Banca d’Italia
Comunicato
Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari Correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti
(G.U. 26 febbraio 2010, n. 47)
Il 26 maggio 2010 entrano in vigore le disposizioni della Banca d’Italia che prevedono l’obbligo per le banche di riportare nel foglio informativo e nel documento di sintesi inviato periodicamente ai titolari di un conto corrente un Indicatore Sintetico di Costo (ISC), calcolato in relazione a una prestabilita serie di profili di operatività del cliente elaborati tenendo conto dei risultati di un’indagine statistica.
Per i conti correnti con un sistema di tariffazione forfetario (conti correnti “a pacchetto”) i profili di operatività tipo sono sei, individuati sulla base di variabili socio-demografiche: giovani; famiglie con operatività bassa; famiglie con operatività media; famiglie con operatività elevata; pensionati con operatività bassa; pensionati con operatività media.
Per i conti correnti con un sistema di tariffazione a consumo (conti correnti “ordinari”) vi è un unico profilo riferito a un’operatività tipo particolarmente bassa in quanto si tratta di un conto corrente aperto da clienti che intendono utilizzarlo per esigenze molto specifiche (ad esempio, conti usati in via occasionale o discontinua in quanto il cliente è titolare di un altro conto corrente, conti per l’appoggio del dossier titoli o per l’addebito delle rate del mutuo).
Per i conti correnti indirizzati a particolari categorie di clienti, come i dipendenti di enti pubblici ed enti privati le cui condizioni sono negoziate collettivamente con la banca (conti correnti “in convenzione”) è previsto un regime particolare che tiene conto delle loro specificità. L’ISC esprime il costo annuo di un conto corrente bancario per il cliente che effettua le operazioni previste in un determinato profilo di operatività; comprende tutte le spese e le commissioni addebitate al cliente nel corso dell'anno, al netto di oneri fiscali e interessi. La formula per il calcolo dell’ISC è la seguente:
ISC = (12/t) x (CFt) + (12/T) x (CVT)
CF – Corrisponde ai costi fissi del conto corrente; comprende tutte le voci di spesa che il consumatore deve comunque sostenere per il solo fatto di aver sottoscritto il conto corrente; sono incluse le spese relative all'invio delle comunicazioni di trasparenza.
CV – Corrisponde alla componente variabile, ossia tutti i costi (spese e commissioni) che il cliente sostiene in relazione alla sua operatività in conto corrente; la voce comprende, tra gli altri, i movimenti allo sportello, i prelievi e i versamenti, sia tramite canali alternativi sia diretti.
t – Rappresenta l’arco temporale di riferimento per il calcolo delle spese fisse.
T – Rappresenta l’arco temporale di riferimento per il calcolo delle spese variabili. Per il calcolo totale delle spese il periodo di tempo considerato (t, T) è l'anno.
In pratica, per consentire al cliente di conoscere l’onerosità del contratto di conto corrente le banche devono calcolare l’ISC per ciascun profilo di operatività riportandolo nei fogli informativi e nei documenti di sintesi periodici dei conti correnti (vedi schema); inoltre attraverso il sito internet del Consorzio Patti Chiari dell’ABI http://www.pattichiari.it/ i consumatori hanno la possibilità di mettere a confronto l’ISC dei conti correnti offerti da tutte le banche scegliendo il “prodotto” più conveniente.

