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26/04/2010 LA LEGGE SULLA TUTELA DEL “MADE IN ITALY”

26/04/2010

Legge 8 aprile 2010, n. 55

Disposizioni concernenti la commercializzazione di prodotti tessili, della pelletteria e calzaturieri.

(G.U. 21 aprile 2010, n. 92)

La legge sulla tutela del “Made in Italy”, approvata all’unanimità dalla Commissione Attività produttive della Camera, ha come obiettivo quello di assicurare maggiore trasparenza alla etichettatura dei prodotti, in modo tale che i prodotti realizzati nel nostro Paese siano chiaramente riconoscibili dagli altri.

Viene istituito un sistema di etichettatura obbligatoria dei prodotti destinati alla vendita nei settori tessile, della pelletteria e calzaturiero, che evidenzi il luogo di origine di ciascuna fase di lavorazione e assicuri la tracciabilità dei prodotti stessi. L’uso dell’indicazione “Made in Italy” è permesso esclusivamente per prodotti finiti per i quali le fasi di lavorazione (vedi tabella) hanno avuto luogo prevalentemente nel territorio nazionale e in particolare se almeno due delle fasi di lavorazione per ciascun settore sono state eseguite nel territorio medesimo e se per le rimanenti fasi è verificabile la tracciabilità.

Le caratteristiche del sistema di etichettatura obbligatoria e di impiego dell’indicazione “Made in Italy”, nonché le modalità di esecuzione dei controlli saranno stabilite con un decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per le politiche europee. Tale decreto dovrà essere emanato entro quattro mesi dall’entrata in vigore della legge, previa notifica alla Commissione europea ai sensi della direttiva 98/84/CE che prevede una procedura di’informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche.

Le disposizioni sul sistema di etichettatura saranno pertanto operative dal 1° ottobre 2010 per aver modo di verificare se il provvedimento sia compatibile con il quadro normativo europeo.

La legge indica anche le sanzioni per il mancato rispetto delle disposizioni in materia di etichettatura dei prodotti e di abuso della denominazione “Made in Italy”. Chiunque violi tali disposizioni è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 50.000 euro; la sanzione è aumentata nei casi di maggiore gravità e diminuita in quelli di minore gravità. Per le imprese, la sanzione varia da 30.000 a 70.000 euro; in caso di reiterazione della violazione, sempre se si tratta di imprese, è disposta la sospensione dell’attività per un periodo da un mese a un anno.

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