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26/09/2011 LINEE GUIDA PER LA REDAZIONE DEL BUSINESS PLAN

26/09/2011

Sito internet del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili http://www.cndcec.it/Portal/Default.aspx

Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (CNDCEC) ha elaborato le Linee guida alla redazione del business plan. Si tratta di un testo, articolato in otto documenti, nel quale si forniscono in modo dettagliato le modalità di redazione e di rappresentazione del business plan.

Secondo il CNDCEC il business plan non può essere considerato soltanto come lo strumento da utilizzare per le decisioni di avvio di una nuova impresa; esso ha una molteplice natura, corrispondente alle diverse finalità che deve assolvere: un supporto sia nelle “fasi straordinarie” della vita dell’impresa (nascita, crescita, aggregazione) sia nella “fase ordinaria” della gestione corrente.

Il business plan viene pertanto definito come uno strumento essenziale per la valutazione di fattibilità tecnica ed economico-finanziaria di un progetto d’investimento complesso, come un’iniziativa economica a carattere duraturo.

I soggetti destinatari del business plan possono essere raccolti nelle seguenti categorie:

- l´imprenditore, inteso sia come singola persona fisica sia come soci;

- il management, ossia i collaboratori dell´imprenditore con responsabilità di gestione;

- i potenziali futuri soci: la compagine sociale originaria potrebbe variare; i soggetti chiamati a sottoscrivere una quota o un aumento del capitale sociale o a confermare la loro intenzione di sostenere lo sviluppo societario, vogliono conoscere le stime di redditività e il rischio sottostante, del capitale investito;

- i soggetti finanziatori privati, quali le banche e le finanziarie di private equity e venture capital;

- le istituzioni pubbliche chiamate a erogare contributi a fondo perduto o a tasso agevolato.

Nei primi quattro documenti delle Linee guida sono esaminati gli aspetti più propriamente descrittivi del business plan. Si illustrano i principi generali di redazione del business plan, come devono essere presentate le caratteristiche dell’azienda, in quale modo si deve procedere all’analisi del mercato per giungere alla formulazione di un piano di marketing.

Nei successivi tre documenti si passano in rassegna gli aspetti quantitativo-monetari di questo strumento aziendale; si forniscono delle indicazioni analitiche sulla redazione del piano degli investimenti, sulla predisposizione del bilancio di previsione (Conto economico di previsione, Piano finanziario di previsione, Stato patrimoniale di previsione), sugli strumenti per la valutazione del rendimento e del livello di rischio del progetto imprenditoriale.

L’ottavo e ultimo documento è riservato alle principali criticità che si possono incontrare nell’elaborazione di un business plan: organizzazione del lavoro, identificazione del livello di dettaglio delle proiezioni economiche, valenza culturale del business plan.

Le Linee guida si chiudono con uno schema di business plan coerente con le indicazioni contenute negli otto documenti; sono riportati i prospetti di Stato patrimoniale, Conto economico e Rendiconto finanziario e i principali indicatori da utilizzare nella predisposizione del business plan.

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